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PERDERSI NEL PARCO SIGURTÀ TRA LABIRINTI E FIORI

paco sigurtà ragazze in un prato

A volte, per trovare la strada giusta bisogna allontanarsi il più possibile. Questo piccolo suggerimento, sempre utile nella vita, pare che sia anche il segreto per trovare l’uscita del labirinto del Parco Sigurtà, una delle curiosità più amate da chi visita questo enorme giardino all’inglese di sessanta ettari, pieno di fiori di tutti i colori e piante rare ed esotiche, aperto da marzo a novembre.

Considerato uno dei giardini più belli d’Europa, il Sigurtà si trova in provincia di Verona, a Valeggio sul Mincio, a meno di dieci chilometri dal Lago di Garda e dalla frazione sul fiume di Borghetto, annoverata nella lista dei Borghi più belli d’Italia.

Fiori di ogni colore tra cui danzano api e farfalle, percorsi tra saliscendi, angoli fiabeschi perfettamente instagrammabili, viali affiancati da migliaia di rose, carpe giapponesi che nuotano in stagni ricoperti di ninfee e fior di loto, grandi prati dove viene voglia di rotolarsi sull’erba morbida o più semplicemente fare un picnic o un pisolino sono alcune delle esperienze che si possono fare al Parco Sigurtà.

E ancora, una fattoria didattica dove accarezzare gli asinelli e incontrare pecore, galline padovane, anatre e caprette, gruppi di dolcissimi daini che brucano spensierati e assaggiano i fili d’erba che i bambini gli porgono attraverso la recinzione, un castello in miniatura che sembra copiato direttamente da una fiaba, una quercia vecchia quattro secoli con una chioma larga centoventi metri…

Tra le tante curiosità c’è, ovviamente, anche il gettonatissimo labirinto, una delle aggiunte più recenti del parco. E’ stato progettato in collaborazione con l’inglese Adrian Fisher, autore di oltre 700 labirinti dal Giappone agli Stati Uniti e che, nelle sue interviste, non nasconde di adorare <<disorientare e confondere le persone>>.

Il Parco Sigurtà è un saliscendi di stradine, vialetti e itinerari (in totale un reticolo di circa dieci chilometri) che si possono percorrere a piedi o noleggiando una delle bici o dei golf-cart con guida digitale messi a disposizione dal parco (qui i prezzi dei noleggi e dei biglietti d’ingresso). C’è anche un trenino che percorre su e giù tutto il parco.

La sua storia è frutto di molte trasformazioni. Nel 1400, alle origini di quello che sarebbe poi diventato un grande giardino romantico, il terreno era stato acquistato da una famiglia di nobili veneziani che, in realtà, lo utilizzavano come fondo agricolo per la coltivazione dei campi e l’allevamento del bestiame.

Alla fine del ‘700, dall’incontro tra il nuovo proprietario, il marchese Antonio Maffei, con il poeta Antonio Pindemonte, nasce l’idea di farne un grande giardino romantico, seguendo la moda che arrivava dall’Inghilterra e che si stava diffondendo in tutta Europa.

Sorgono, così, invenzioni e bizzarrie di ogni tipo che danno al grande giardino un aspetto sempre più fiabesco. Arrivano, tra l’altro, il castelletto gotico, la grotta votiva e l’eremo di ispirazione medievale, tutti ispirati dalla moda del periodo.

Nel corso del secolo e mezzo successivo il giardino incantato viene quasi completamente abbandonato: i prati si seccano e gli alberi si spogliano. Lo scopre, quasi per caso, un industriale milanese che produce medicinali e subito se ne innamora. Giuseppe Carlo Sigurtà acquista il parco nel 1941, torna a irrigare i prati, piantare piante e fiori, ristrutturare gli edifici. Nel ’78 lo apre al pubblico che – oggi appare assurdo – poteva visitarlo solamente a bordo della sua auto.

Il bello di questo parco è che non cambia solo nei secoli, ma anche di stagione in stagione e persino da un mese all’altro. Non è mai lo stesso, quindi, ma segue le fioriture delle diverse specie vegetali che lo popolano, assumendone colori e profumi.

Tra marzo e inizio maggio è il momento dei tulipani: il parco diventa una piccola Olanda dove un milione di bulbi di trecento varietà diverse sbocciano creando un caleidoscopio di colori.

In piena estate, da luglio ad agosto, i laghetti artificiali fioriscono di ninfee bianche, rosa e rosse tra cui alcune specie rare. In autunno, invece, tutto si riscalda di giallo, arancione e rosso quando le chiome degli alberi seguono il foliage di stagione.

Tra i punti più fotografati c’è sicuramente il lungo viale centrale, costeggiato da due filari composti da 30.000 rose rosa, che sembra la navata di una cattedrale di fiori. La veduta a cannocchiale punta dritto verso il Castello Scaligero di Valeggio, sullo sfondo.

Altri angoli particolarmente fiabeschi sono il piccolo eremo in stile gotico immerso nel verde, la meridiana orizzontale dedicata a Galileo, la panchina degli innamorati circondata da rose rosse e il prato di allium, i buffi fiori viola a forma di palloncino. Oltre allo spettacolo interno c’è anche quello esterno: in diversi punti, il parco offre bei panorami sulle colline moreniche verso il Lago di Garda

A me che amo particolarmente i profumi e che metto sempre gli odori tra i ricordi dei luoghi che visito, è piaciuto anche il giardino delle erbe officinali, un grande orto sorvegliato da un leone di marmo, dove si possono odorare rosmarini, salvie, echinacee e altre quaranta tipologie diverse di erbe aromatiche. Un incanto di profumi.

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