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Itinerari fuori rotta: visita a Sassuolo (e dintorni)

monochromatic light palazzo ducale sassuolo

Questo comune della provincia modenese è un vero gioiello da scoprire, e il Palazzo Ducale la sua gemma più preziosa. Una visita a Sassuolo è una vera sorpresa.

I miei amici mi prendono in giro per la mia passione per Sassuolo. Ma sbagliano. Questo comune in provincia di Modena, fuori dai classici itinerari turistici, è una vera scoperta per almeno tre ragioni:

  1. Il meraviglioso Palazzo Ducale che, non per niente, è soprannominato “La Delizia”.
  2. L’accoglienza degli abitanti.
  3. Il cibo… Beh, siamo in Emilia!

Sassuolo resta immeritatamente ai margini dei principali itinerari e la maggior parte dei turisti in visita a Modena o nei dintorni salta, purtroppo, questa tappa. Il che è un vero peccato perché questa cittadina ha un patrimonio culturale di tutto rispetto che, però, è poco conosciuto rispetto ad altre sue caratteristiche.

Da un rapido sondaggio, infatti, ho ricavato che, quando si chiede a qualcuno di Sassuolo, le risposte più comuni sono:

  • Chi, la squadra di calcio?
  • Ah sì, ci fanno le ceramiche.
  • Sa… cosa?

 

palazzo ducale sassuolo facciata

Facciata del Palazzo Ducale

 

Gli elementi che più comunemente si associano a Sassuolo, infatti, sono la miracolosa vicenda del Sassuolo Calcio, che dal nulla ha raggiunto la serie A e tanti altri successi, e la storica industria ceramica, la principale attività economica della zona, che produce circa l’80% delle ceramiche italiane. L’azienda Marca Corona alle majoliche ha addirittura dedicato un museo, che raccoglie le più belle ceramiche artistiche realizzate dal Settecento a oggi.

Devo ammettere che nemmeno io conoscevo questa località, se non per questi due aspetti o poco più. Ma dopo la mia prima visita a Sassuolo ne sono rimasta entusiasta e ho iniziato a consigliarla più o meno a tutti quelli che conosco!

 

affreschi dell'appartamento del duca palazzo ducale sassuolo

Palazzo Ducale, Appartamento del Duca

 

Sassuolo è una località deliziosa dove si respira l’atmosfera tipica del paese dove ci conosce un po’ tutti. Ma è anche un’area di industria e innovazione e qui la gente è intraprendente. Troverete locali, negozi e ristorantini originali e ricercati. E da bravi modenesi, il buon cibo è assicurato un po’ dappertutto, anche in un semplice bar. Piazza Garibaldi è il cuore della città; dai suoi portici si affacciano locali e negozi.

Ma veniamo al vero tesoro: il Palazzo Ducale, la tappa centrale di ogni visita a Sassuolo. IE’ un maestoso edificio barocco fatto costruire nel 1.634 dal duca Francesco I d’Este come consolazione per essersi fatto soffiare Ferrara e con l’obiettivo di ricostruirsi un’immagine da vero potente. In effetti, l’autocelebrazione non manca.

Le decorazioni, affidate a un’équipe di artisti di primo livello tra cui il francese Jean de Boulanger, sono ricchissime e i temi trattati nei cicli pittorici richiamano i successi della casata e le caratteristiche del loro buon governo.

 

affresco del palazzo ducale di sassuolo

Affresco trompe l’oeil

 

L’imponente scalone, la Galleria di Bacco e la Sala delle Guardie sono gli ambienti dove si esprime meglio la fantasia degli artisti barocchi chiamati a decorare il palazzo. Una delle caratteristiche principali delle decorazioni, infatti, è il ricorso al trompe l’oeil. Porte, finestre, cornici e persino tende dipinte creano un effetto di illusione tra realtà e finzione dandoci la sensazione di trovarci di fronte a più mondi che si mescolano l’uno nell’altro.

Del grande complesso del Palazzo Ducale di Sassuolo fanno parte anche la cappella palatina e, all’esterno, la bellissima Peschiera, usata per raccogliere l’acqua (la grande vasca centrale è lunga 75 metri) e per permettere agli ospiti del duca di rinfrescarsi, sedendosi ai bordi della vasca dalla quale partivano piccoli spruzzi d’acqua. La struttura rivestita in tufo su tre ordini ricorda quella di un teatro. Era decorata con sassi e conchiglie per richiamare l’ambiente di una grotta naturale o una scogliera.

 

peschiera palazzo ducale sassuolo

La Peschiera

 

Ma il Palazzo Ducale di Sassuolo nasconde anche un segreto tutto contemporaneo, che è sicuramente la sua parte più sorprendente. Si tratta del progetto d’arte contemporanea “Monochromatic Light”, che ha trasformato un’intera ala della residenza barocca (l’Appartamento Stuccato) in un’eccezionale fusione tra antico e nuovo.

Le cornici barocche – tutte oro, putti e ghirigori – ospitano i lavori di una serie di artisti americani ed europei che hanno sperimentato diverse soluzioni monocromatiche, realizzando 51 opere pensate appositamente per questo contesto. Il risultato è un’esplosione di colori che travolgono dolcemente gli eleganti saloni stuccati. Come entrare in una festa aristocratica e sparare musica rock.

 

monochromatic light palazzo ducale sassuolo

Monochromatic Light, Appartamento Stuccato del Palazzo Ducale

 

Un’altra sezione del palazzo ospita, invece, più di 300 opere provenienti dai magazzini della Galleria Estense di Modena. Sovraffollata e un po’ caotica, questa è la parte del percorso che mi è piaciuta meno. Anche perché le opere esposte sono quasi tutte di artisti minori.

Una visita a Sassuolo è un’ottima occasione per allargare il percorso e dare un’occhiata nei dintorni. A pochi chilometri c’è il borgo di Formigine, che ospita un castello del 1.400. All’interno è stato creato un interessante museo multimediale che ripercorre la storia dell’insediamento e la vita degli abitanti fin dalla fondazione nel X secolo.

 

castello formigine modena

Il castello di Formigine

 

Una tappa vicina per chi, invece, è attratto dalle bizzarrie della natura è la Riserva Naturale delle Salse di Nirano. L’area è costellata da piccoli crateri dai quali fuoriesce, con una sorta di incessante borbottìo, una sorta di “magma” grigio composto da sostanze bituminose spinte verso l’alto dai gas nel sottosuolo. Questo particolarissimo fenomeno geologico dà vita a un paesaggio quasi lunare nel mezzo dell’Emilia.

 

riserva salse di nirano

Salse di Nirano

 

photo credits: ©SerenaMarchini

 

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