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Guida di Red Hook, un angolo di Brooklyn da scoprire

red hook new york

Da porto malfamato “con vista” su Manhattan e Statua della Libertà, a polo creativo in ascesa. Red Hook è da vedere adesso, prima che la scoprano le masse.

Negli ultimi tempi Brooklyn si sta prendendo una bella rivincita su Manhattan e non è più la “sorellina sfigata” di quella che, fino a non molto tempo fa, era considerata l’unica New York che valesse la pena di essere visitata.

E’ successo che artisti e intellettuali hanno preso a spostarsi sempre più oltre l’East River e il borough di Brooklyn è diventata cool, iniziando ad attirare anche visitatori e turisti che hanno capito che oltre a Midtown c’è molto di più.

Il quartiere hipster di Williamsburg è diventato di gran moda e i prezzi degli affitti sono saliti alle stelle. Altri, come Dumbo e Brooklyn Heights sono sempre più affollati di turisti, merito soprattutto del panorama spettacolare sul ponte di Brooklyn e sui grattacieli di Wall Street. Bushwick, invece, (di cui parlo qui) è stata invasa dagli artisti ed è diventata una mecca della street art.

 

red hook street

 

Resta ancora invece fondamentalmente ignorata Red Hook, che se ne sta silenziosa, affacciata sulla baia a sud di Manhattan proprio di fronte a Governors Island (un’altra meta alternativa nella Grande Mela di cui parlerò presto), circondata da un’autentica atmosfera marinara, eredità del suo passato.

Red Hook era conosciuta soprattutto per il suo porto, uno dei più grandi al mondo, e il quartiere conserva ancora quel fascino di storie di marinai. Qui fu girato il film Fronte del porto con Marlon Brando.

Poi, negli anni Cinquanta, questa zona di Brooklyn cadde in degrado fino a diventare, negli anni Novanta, uno dei quartieri più pericolosi d’America, guadagnandosi il poco lusinghiero soprannome di “capitale del crack”.

 

 

Oggi, invece, Red Hook beneficia di quel vasto fenomeno rappresentato dalla rinascita di Brooklyn, che sta facendo riscoprire tante parti di questo borough da due milioni e mezzo di abitanti, a lungo ingiustamente sottovalutato. Molti creativi l’hanno scelta come residenza e i capannoni industriali inutilizzati hanno iniziato ad essere occupati da studi d’artista, grafici, architetti e ristorantini in stile hipster.

Red Hook pare nel mezzo di una trasformazione. E’ quindi il momento giusto per farci un salto e scoprirla per primi!

La maggior parte delle persone arrivano a Red Hook utilizzando il water taxi dell’Ikea (5 dollari a corsa, gratis nel weekend; corse ogni 45 minuti) che collega il molo Pier 11 di Wall Street con il maxi negozio di mobili svedesi che si trova di fronte alla darsena di Red Hook.

 

red hook brooklyn

 

Molti passeggeri sulla barca gialla Ikea vanno a caccia di una libreria Billy. Altri, invece, salgono solo per godersi il tragitto che passa proprio di fianco alla Statua della Libertà e offre un panorama di tutto rispetto della “signora”, per poi tornare a Manhattan senza nemmeno mettere il piede a terra. In pochissimi, invece, colgono l’occasione per proseguire fino al centro di Red Hook e scendere a visitare il quartiere; il che è un vero peccato.

Il taxi acquatico Ikea resta comunque l’opzione migliore anche per chi vuole semplicemente visitare la zona. Arrivare a Red Hook per via di terra, infatti, è più complicato visto che il quartiere non è servito direttamene dalla metropolitana, che si ferma a Gowanus.

I nomi delle vie tradiscono l’origine olandese di questa zona. Van Brunt St è l’arteria principale, sulla quale spuntano vari café artistici, locali e negozi vintage. Tutto il quartiere mescola quell’atmosfera un po’ decadente da villaggio portuale cristallizzato nel tempo, con gli scuri delle finestre raschiati dal vento misto a sabbia, a una spinta creativa chiaramente percepibile, ma mai aggressiva. Red Hook resta ancora un posto tranquillo e silenzioso.

 

red hook new york

 

Sul molo le vecchie falegnamerie si alternano con gli studi d’artista che occupano sempre più gli spazi lasciati dalle industrie portuali. Se ne trovano parecchi negli ex magazzini tra Coffey Street e Barnell Street; un’ottima zona anche per la street art, di cui si trovano molte opere in giro per il quartiere confermandone il carattere di polo creativo da tener d’occhio.

Tappa d’obbligo per l’arte e la creatività è Pioneer Works, un centro culturale e residenza d’artista votato alla sperimentazione e alla multidisciplinarietà, che organizza mostre di livello.

Un altro ottimo motivo per visitare Red Hook è per mangiare frutti di mare. Il quartiere è famoso per i suoi ottimi ristoranti. Uno su tutti, il grande Brooklyn Crab: su due piani, coloratissimo e kitsch al punto giusto.

Altri indirizzi gastronomici da non perdere a Red Hook sono la Red Hook Winery, dove si possono gustare una ventina di vini diversi ricavati da vigneti coltivati al 100% nella regione di New York, Steve’s Authentic Key Lime Pie, una piccolissima pasticceria nascosta tra i magazzini del molo (un coloratissimo murales funge da indicazione) che sforna deliziose e profumate crostate al lime tipiche della Florida, e il paradiso dei golosi di dolci Baked.

 

 

Spero che questo angolo alternativo di New York dal sapore post-industriale vi abbia incuriosito. Per altre chicche dalla Big Apple fuori dai percorsi turistici consueti, date un’occhiata ai miei post su Bushwick, il quartiere della street art, praticamente una galleria d’arte a cielo aperto, e sulle esperienze originali che si possono fare a New York specialmente in estate.

 

 

photo credits: ©SerenaMarchini

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