Ogni volta che viaggio mi piace allontanarmi dai “5 luoghi assolutamente da vedere a…” (o 10, o 15 che siano) e cercare punti un po’ meno convenzionali ma che mi trasmettano un senso dell’anima autentica di un luogo, dove posso incontrare persone vere che fanno cose vere.
Oppure angoli meno conosciuti, che non mi sembri di già di aver visitato dato che li ho visti mille volte in foto.
Non con la pretesa di scoprire nulla. Ormai anche l’inconsueto è consueto e le “perle nascoste” sono già state tutte svelate. Ma per la voglia di passare un po’ di tempo in luoghi un po’ meno condizionati dalle migliaia di turisti che li attraversano.
Forse l’ho già detto, ma i luoghi li vivo come le persone. Alcuni li amo così tanto che quando ci penso mi si chiude lo stomaco, come quando vedi la persona che ti piace. Altri mi stanno antipatici, mi irritano. Con altri ancora ho un dialogo altalenante, a volte siamo in sintonia, altre ci sopportiamo cordialmente.
E proprio come le persone, preferisco i luoghi meno scontati. Quelli che all’apparenza sembrano l’ovvio, ma poi hanno dentro qualcosa di diverso. Quelli che non sono come tutti si aspetterebbero.
Tra questi c’è una biblioteca pubblica di Budapest, o meglio una parte della biblioteca centrale di Budapest, intitolata allo scienziato Ervin Szabò.
È ospitata in un palazzo neobarocco, diventato sede della biblioteca della città dal 1931. Da allora la struttura si è espansa per adattarsi alle necessità del servizio, ma al quarto piano restano le stanze storiche del palazzo nobiliare dell’Ottocento dove, nelle sale da ballo e nei salottino rivestiti di stucchi, lampadari di cristallo, cornici d’oro o boiserie di legno, oggi si può leggere o studiare accoccolati su poltrone di velluto in un atmosfera fuori dal tempo.

La biblioteca Ervin Szabò è il cuore del sistema bibliotecario della capitale ungherese e ospita al suo interno 2,4 milioni di libri, oltre a opere multimediali e riviste consultabili.
La parte storica, oggi una serie di sale di lettura, è una parte dell’imponente Palazzo Wenckheim situato su Üllői Road. Costruito tra il 1874 e il 1880 per la famiglia aristocratica Wenckheim, il palazzo simboleggia l’era prospera in cui Budapest si guadagnò il soprannome di “Parigi dell’Est”. Non si è basato a spese per la sua facciata e i grandiosi interni decorati con affreschi e marmi.
In queste stanze, tra i tavoloni di legno con le classiche lampade verdi da lettura oppure adagiati sulle comode poltrone imbottite di velluto, è facile trovare numerosi studenti, professori e scrittori passare qualche ora leggendo o studiando, magari in un freddo pomeriggio di pioggia.
Nel periodo natalizio, nella stanza delle boiserie, viene anche allestito un piccolo abete di Natale accanto al camino in marmo decorato e alla bella scala a chiocciola in legno che porta al livello superiore degli scaffali pieni di vecchi libri.
Per accedere alla biblioteca come turista o visitatore è necessario acquistare un biglietto all’ingresso, mentre i residenti possono entrare gratuitamente registrandosi al sistema bibliotecario della città.




No Comments